All’arabesque Design Gallery la collezione di arredi by Chichi Meroni, un progetto intimamente legato alla sua passione per la cultura giapponese.

Immaginare, disegnare, progettare spazi, arredi, abiti….. Inventando, stimolata dal desiderio di dare forma alle sue idee. Chichi Meroni è così. Animata da una insaziabile voglia di creare, in grado di applicarsi negli ambiti più diversi. Una disposizione naturale che coltiva quotidianamente; un’attitudine a scoprire e a conoscere, che guarda al passato per traghettare il presente verso il futuro.

Ed ecco che il Salone del mobile 2019 appena concluso rappresenta una svolta: Chichi si svela come designer della collezione di arredi, La melodia del vento, un progetto intimamente legato alla sua passione per la cultura giapponese. Il nome della serie rimanda a Arashiyama, la più grande foresta di bambù al mondo, nei pressi di Kyoto, dove, secondo quanto sostengono i giapponesi, il vento, frusciando tra i fusti, produce una lieve melodia.

La collezione si compone di una libreria, di alcune sedute, di tavoli alti e bassi, di uno scrittoio e di un mobile ad ante portatelevisore. Il comun denominatore è rappresentato dalle sottili gambe in metallo canna di bambù, laccate, che donano levità alle forme pulite e essenziali, dalle finiture dagli intensi colori delle lacche Urushi e dai riferimenti costanti alla filosofia Zen che hanno ispirato la collezione di arredi e la loro scenografia con i pavimenti di tatami, gli shoji per separare i tre spazi dedicati rispettivamente al pensiero, alla lettura/scrittura e al suono che si affaccia, come un palcoscenico su un giardino zen, traversato da un camminamento che permette di avvicinarsi alle creazioni esposte simulando una passeggiata nei veri giardini giapponesi.

 

 

 

 

La poltrona con i draghi, simbolo di protezione nelle filosofie orientali, è posta al centro dei cerchi concentrici del giardino. I rivestimenti: la seta, il velluto, lo skai, e il politilene rappresentano lo scorrere del tempo al pari del fluire dellacqua nei giardini Zen.

La collezione rivela il sobrio e elegante approccio di Chichi al progetto e la sua disposizione a costruire atmosfere contemporanee, contaminando colti riferimenti culturali con una innata attitudine esperienziale. Completano la proposta degli ospiti: due giovani creatori, Sonia Pedrazzini, autrice di una serie di colte ceramiche “Le Morandine”, ispirate ai dipinti di Giorgio Morandi e Sebastiano Fischer, solitario ceramista, che a Pantelleria, dove è nato e ha scelto di vivere, dopo gli studi all’ Accademia d’arte di Venezia, crea vasi dalle forme archetipiche, smaltati con miscele di materie dell’isola, come l’ossidiana, le argille vulcaniche e i fanghi del lago di Venere, che compongono una tavolozza dalle impreviste sfumature, illuminata da bagliori metallici.

A cura di Cristina Morozzi