Un’avventura moderna che rievoca il passato attraverso inedite installazioni site-specific le stanze dell’hotel in cui Giuseppe Verdi visse per trent’anni durante i suoi lunghi soggiorni milanesi.

La Milan Design Week 2019 appena trascorsa ha visto, tra i tanti eventi, rivivere la figura del grande musicista attraverso una mostra, quella del designer, art director, interior decorator e artigiano Vito Nesta, classe 1987, che ha presentato al Grand Hotel et de Milan la sua prima personale Musica da viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi, a cura di Annalisa Rosso.

Il Grand Hotel et de Milan è da sempre un luogo simbolo della città, da oltre centocinquanta anni. A partire dalla fine dell’Ottocento, unico albergo di Milano dotato di servizi postali e telegrafici, ha visto transitare uomini e donne che hanno segnato la storia: diplomatici, imprenditori, artisti provenienti da tutto il mondo, spesso legati al vicino Teatro alla Scala.

 

Uno spazio completamente affine alla ricerca di Nesta, che utilizza la memoria come un archivio infinito da cui attingere liberamente per creare un design nuovo che abbraccia colore, decorazione e dialogo con la storia. Non è un caso che la personale Musica da viaggio sia stata concepita come un progetto site-specific per le Stanze di Giuseppe Verdi.

In mostra, tra gli arredi originali, una sequenza di installazioni in scala architettonica che giocano con la gamma cromatica, così come Verdi utilizzava melodia e armonia per comporre i suoi spartiti.

“Modulazioni sinestetiche che si specchiano l’una nell’altra, avvicinandosi e a tratti allontanandosi senza mai interrompere lo scambio fitto di rimandi. Un’esperienza immersiva per i visitatori, di assoluto piacere” racconta la curatrice Annalisa Rosso “Un’opportunità per spiare dentro al mondo del designer, composto da un immaginario prolifico di rielaborazioni e di evocazioni che arrivano da epoche e luoghi geografici anche molto distanti tra loro”.

Non mancano gli spunti di partenza forniti da Grand Hotel stesso, come la grande scultura in marmo abitualmente posizionata nel salone d’ingresso, allegoria ottocentesca dell’abolizione della schiavitù in Brasile la cui legge è stata firmata durante il soggiorno in albergo delle Altezze Imperiali Dom Pedro II di Braganza e Teresa Cristina di Borbone.

Per la prima volta, vengono allestite installazioni in larga scala nelle stanze storiche di Giuseppe Verdi, poco note al grande pubblico. Ma la vera novità è il materiale selezionato: la pelle, elemento principale della produzione attivata per l’occasione, dimostra la sua adattabilità estrema e la sua forza espressiva applicata a un progetto elegante, che dichiara la sua profonda appartenenza alla città di Milano.

La mostra Musica da viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi infine, è stata resa possibile grazie al supporto di Bonaudo, azienda italiana leader nella produzione di pelli di alta qualità, guidata da Alessandro Iliprandi, impegnata sul fronte della tutela dell’ambiente e attiva nel sostenere talenti emergenti internazionali.