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Papa DJ, il delicato suono dell’eccellenza

Undici anni di collegio, una tromba, una batteria e una curiosità musicale che non si è mai spenta. Così nasce il percorso di Donato Papadia, in arte Papa DJ, uno dei più raffinati interpreti della scena musicale internazionale. Ricorda con affetto la sua prima discoteca sui Colli Euganei, in provincia di Padova: un luogo che ha acceso una scintilla destinata a portarlo a suonare in oltre 300 locali in tutta Italia e poi nel mondo.

La vera svolta arriva a Sanremo, quando incontra un dirigente di una grande società monegasca che gli propone di trasferirsi nel Principato di Monaco. Papa DJ accetta senza esitazioni. È qui che affina un approccio nuovo: imparare a leggere il pubblico, fondere la propria ricerca musicale con l’esperienza dell’ascoltatore, comprendendo che ogni cliente vale quanto mille. Nel Principato suona in luoghi iconici come il Jimmy’z, il Buddha Bar, il Café de Paris, l’Hôtel de Paris, diventando una presenza imprescindibile della nightlife più esclusiva della Costa Azzurra.

La sua musica non è mai una semplice selezione, ma un vero viaggio sonoro. Dai Balcani al Portogallo, dalla Turchia all’India, fino al Maghreb: ogni set è costruito come un racconto. Durante l’after dinner, le sue sonorità si fanno più dense, tra ritmi tribali, suggestioni flamenco ed elettronica sofisticata. Il successo internazionale del Buddha Bar di Monte Carlo, di cui è curatore musicale, testimonia anni di ricerca, ascolto e contaminazione.

Curiosamente, fino al 2010 Papa DJ non aveva mai preso un aereo. Poi i viaggi di lavoro diventano una costante: Mongolia, Filippine, Qatar, Dubai, Abu Dhabi, Oman, Kazakhstan, Azerbaijan. Luoghi che lasciano tracce profonde nel suo suono. Tra le sue fonti d’ispirazione più forti ci sono i deserti e l’India, in particolare il suono del sitar, capace di trasportarlo – e trasportare chi ascolta – in una dimensione quasi mistica.

 

Oggi Papa DJ è responsabile del Buddha Bar Radio di Monte Carlo, cura programmi per Radio Monte Carlo e altri network internazionali, collabora con numerose radio e guida etichette musicali. Ciò che ama di più del suo lavoro resta una cosa sola: cercare musica. Scoprire nuovi suoni, artisti, influenze. Non ripetersi mai. La musica, per lui, è un linguaggio universale capace di abbattere barriere culturali e politiche: “Suono brani armeni e turchi uno dopo l’altro senza conflitti in sala. Questo è il potere della musica”.

In un’epoca dominata dal digitale e dall’intelligenza artificiale, Papa DJ rimane fedele a una visione chiara: la tecnologia è uno strumento, ma ciò che conta è il modo in cui viene usata. Dopo oltre quarant’anni dietro la consolle, continua a credere nella musica che racconta, emoziona e dura nel tempo. Perché, anche con sole sette note, il viaggio può essere infinito.