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FORESTIS DOLOMITES: la nuova dimensione del lusso alpino

Le ultime novità di questo cinque stelle immerso nei boschi della Plose, sopra Bressanone, raccontano con chiarezza la visione del resort: un’ospitalità che mette al centro la relazione tra architettura, natura ed esperienza. A confermarne il posizionamento internazionale è anche l’inclusione nella Condé Nast Traveler Gold List 2026, la selezione che ogni anno premia gli hotel più straordinari del mondo.

Tra le novità più significative spiccano FORESTIS Villa e YERA, un ristorante ricavato all’interno di una grotta naturale. Due interventi diversi ma complementari, che ampliano il progetto architettonico del resort mantenendone intatta la filosofia: ridurre l’architettura all’essenziale per lasciare spazio alla natura.

FORESTIS Villa nasce dal recupero di una dépendance storica, reinterpretata come residenza privata esclusiva. L’intervento si ispira all’eleganza dell’Art Nouveau europea, corrente che all’inizio del Novecento celebrava il dialogo tra arte, architettura e paesaggio. Linee morbide, dettagli in legno e un linguagg io decorativo discreto evocano quella sensibilità, riletta in chiave contemporanea. La villa offre una dimensione più intima rispetto al resort principale: ambienti ampi, grandi aperture panoramiche e un rapporto diretto con la foresta circostante trasformano lo spazio in una vera casa immersa nel paesaggio alpino.

Di segno ancora più radicale è YERA, il ristorante nascosto all’interno di una grotta naturale. Qui il progetto si confronta direttamente con la materia della montagna: la roccia diventa parete, soffitto e scenografia. L’intervento è volutamente minimale, pensato per valorizzare la texture della pietra e la profondità dello spazio. La luce soffusa scolpisce le superfici irregolari, creando un’atmosfera quasi rituale, dove il tempo sembra rallentare. Il risultato è un’esperienza immersiva in cui gastronomia e architettura dialogano con la natura in modo diretto e primordiale.

Questi nuovi spazi si inseriscono in un progetto che affonda le radici nella storia del luogo.

All’inizio del Novecento, l’architetto viennese Otto Wagner individuò proprio in questo versante della montagna un sito ideale per costruire un sanatorio dedicato alle malattie polmonari. Le caratteristiche naturali — aria pura, acqua di sorgente, esposizione al sole e clima mite — erano considerate elementi terapeutici fondamentali. La Prima guerra mondiale e la scomparsa dell’architetto impedirono però la realizzazione del progetto originario; l’edificio venne quindi trasformato in una stazione climatica per i combattenti fino al 1922.

Dopo decenni di abbandono, la struttura è stata riscoperta nel 2007 dall’albergatore altoatesino Alois Hinteregger, che insieme al figlio Stefan e alla nuora Teresa ha avviato un processo di recupero culminato nel 2015 con l’ampliamento del resort.

Il nuovo intervento, firmato dall’architetto Armin Sader dello studio Asaggio di Bressanone, ha introdotto tre torri identiche in legno accanto all’edificio storico: volumi verticali che sembrano emergere dalla foresta e mimetizzarsi tra gli alberi, con proporzioni slanciate che richiamano i tronchi dei pini circostanti. L’architettura si ispira agli elementi naturali che avevano originariamente guidato la scelta del luogo: acqua, aria, sole e clima.

Questi principi si traducono in una palette materica essenziale. La pietra richiama l’acqua di sorgente, il vetro restituisce la trasparenza dell’aria, i tessuti naturali evocano il calore del sole e il legno proviene direttamente dal bosco circostante. Il risultato è un linguaggio architettonico sobrio, in cui la decorazione diventa quasi superflua e la natura assume il ruolo di protagonista.

Gli interni seguono la stessa filosofia. Gli arredi, realizzati dalla tessitura trentina Frener Design, privilegiano materiali naturali e linee pulite, mentre nell’edificio storico sono stati mantenuti elementi originali come i tradizionali soffitti a cassettoni altoatesini. Il bar e la lounge si affacciano su una terrazza panoramica che domina il paesaggio delle Dolomiti, accompagnati da camini interni ed esterni che scandiscono il passaggio dal giorno alla sera.

Anche il centro benessere riflette questa attenzione al dialogo con la natura. Distribuito su circa 2.000 metri quadrati sotto le tre torri, lo spazio si sviluppa su due livelli affacciati sulle Dolomiti. Le forme morbide e continue evocano il movimento dell’acqua e guidano il percorso tra piscina, sale relax e aree trattamenti.

La sostenibilità rappresenta infine uno dei principi chiave del progetto. Gli alberi abbattuti durante i lavori sono stati riutilizzati per le recinzioni del resort e sostituiti con nuove piantumazioni. Le pietre rimosse dal sito sono state macinate e reimpiegate per muri esterni, pavimenti e vasche da bagno. Il resort è alimentato da un proprio impianto energetico e utilizza un sistema di riscaldamento a legna basato su energia rinnovabile.