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Alla fine di un percorso, gli strumenti d’ analisi della propria vita sono le impronte che si lasciano lungo il cammino di ognuno di noi. Il passo, nel tempo, lascia l’ orma d’ ogni ieri, e quei piccoli frame di un futuro diventano presente. 
 

Andiamo verso un’ impronta digitale che monitorerà il nostro pianeta, le nostre emozioni, la nostra salute e perfino il nostro umore.
 

Ricercatori impegnati nella realizzazione di nuovi ibridi che possano conservare l’ esistenza della specie. Produzione di software ai quali basterà segnalare poche nostre caratteristiche di individui, per generare in seduta stante la nostra impronta digitale e le misurazioni immediate dei nostri parametri, e provvedere all’ esecuzione dei nostri bisogni, anche quelli a noi sconosciuti, di cui non siamo consapevoli. Mi viene in mente “Blade Runner”, film di fantascienza del 1982, ambientato nella città di Los Angeles nel “futurissimo” 2019. Dove la scienza assicura la specie umana e crea degli androidi “Replicanti” che vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza-lavoro nelle colonie.E mi viene in mente l’ ormai celebre frase di Rutger Hauer nei panni del replicante Roy Batty, il quale prima di morire dice: “Io ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare”; anche se credo che ormai, anche noi possiamo benissimo immaginare quelle “famose cose”, poichè oggi sono diventate presente, se non già passato.
 

“La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili” _ William S. Burroughts, altrimenti non c’è possibilità di lasciare alcuna IMPRONTA.
 

Il nostro FINGERPRINT.