fbpx

Se la fotografia ci rende testimoni oculari della realtà. Uno sguardo inedito di Cuba attraverso gli scatti di Keila Guilarte.

La galleria d’arte figurativa Arte in Salotto, situato nel cuore di Brera, aderisce al circuito di Photofestival, la rassegna milanese di fotografia d’autore che dal 15 settembre al 31 ottobre, torna negli spazi della città di Milano e del suo hinterland.

Il main focus di quest’anno “Aprirsi al mondo. La fotografia come impegno civile”, è stato anche scelto, anche per via, del progetto sempre più rilevante da parte di galleristi, organizzatori culturali, realtà del commercio, che hanno fornito il loro contributo, coinvolgendo diversi autori italiani e stranieri in diversi spazi espositivi.

Un invito a riflettere sull’atto di fotografare, come legittima espressione della creatività, ma tenendo ben presente la bellezza di ogni singolo scatto, anche con le sue contraddizioni, per diventare in un certo modo una rappresentazione del proprio impegno civile, che si può esprimere attraverso vari modi, come dal reportage alla ricerca, fino al ritratto o solo un emotivo landascape.

Un progetto ideato per estendere l’ABC fotografico, la grammatica sconosciuta ai più, e che dio sa solo come sarebbe utile se la studiassimo fin da piccoli nelle scuole, che diventa di conseguenza un documento del mondo esterno destinato ad essere interpretato, secondo i valori di ogni singola società.

Secondo Roberto Mutti, che del PhotoFestival è il direttore artistico “La fotografia e tutte le arti in generale devono interessarsi alla società: le fotografie non possono essere solo reliquie e intrattenimento nei musei, o nei festival, ma devono partecipare alla aletheia della nostra collettività”.

Non è caso che stata scelta questa bellissima parola greca, che tradotta in modi diversi significa come «dischiudimento», «svelamento»,«rivelazione» o «verità».

Tant’è che la scelta di Arte in Salotto è stato di rendere omaggio alla bellezza e alla forza del popolo cubano attraverso lo sguardo della fotografia Keila Guilarte.

Nata a Santiago del Cuba, presenta “Mi tierra” una raccolta di ottanta fotografie in bianco e nero in cui il tempo è sospeso, rivolgendosi alla sua terra con amore, grande nostalgia e rinnovato stupore, dopo averla lasciata molto anni fa.

Ecco, che il racconto viscerale si tramuta in un resoconto potente di questa isola dalla storia così particolare, a metà strada tra fotografia dell’anima e quella della gestualità dei corpi. C’è poi spazio anche al ritratto intimo dell’artista che si interroga sotto forma di diario personale dei suoi primi anni della sua vita, dedicati con impegno al nuoto sincronizzato, che le consente di superare molte difficoltà, poi la carriera da modella per molte Maison come Dior Couture, Jean Paul Gautier, Giorgio Armani e Marc Jacobs, fino a maturare la sua vera passione, quella della fotografia, che le consente di iniziare la sua carriera, come fotografa professionista.

Un viaggio di ritorno e di riscoperta a Cuba, attraverso immagini di scorci inondati di luce e di musica, e dei suoi abitanti che con generosità aprono agli sconosciuti le porte delle loro case, offrendo l’incanto di questa terra fatta di poesie, sorrisi, che rimangono vividi nella mente di chi ha dimorato.

Ogni scatto è un incontro vibrante, vero” spiega Keila Guilartela cui vitalità e bellezza emerge con forza e immediatezza, dove meno te l’aspetti: tra le rughe di un vecchio, nei piedi di una ballerina, tra i ragazzi che scherzano sul Malecòn, sul volto di una fattucchiera o in una baracca di periferia”.

Un ritratto intimo che si è tramutato in un libro edito da Silvana Editoriale assieme a Piero Piazzi, uno tra gli agenti più famosi e stimati del fashion system, e Gisella Borioli, art director e direttrice di numerose testate di moda e design.

Di Alberto Corrado