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Il debutto atteso di Maximilian Davis conferma le aspettative, anche se vi è anche qualche deluso che si aspettava un cambio netto di creatività. Ma viviamo in tempi in cui essere cauti è indice di autenticità

L’atteso debutto di Maximilian Davis, giovane designer britannico con un curriculum degno di nota, ha confermato le aspettative nel segno del cambiamento della Maison, che si proietta verso una nuova era, anche se mantiene intatto il suo Heritage.

Il marchio con questo cambio di direzione perde anche il nome del fondatore, per diventare solo Ferragamo, raccontando in modo tranquillo un uomo e una donna un po’ blasé che ama vestirsi mischiando generi e riferimenti al tempo corrente.

Il lavoro di Davis è corretto come piace alla azienda con qualche piccola disruption coraggiosa che può preparare alle spregiudicatezze successive.

Viene portata in scena la cultura di Hollywood, tanto cara al fondatore, con la sua sensualità e la sua semplicità dagli scintillii dei cristalli, di cui sono cosparsi gli abiti femminili e gli abiti maschili dal taglio tailoring, che dovevano esprimere formalità.

E quindi l’uomo che è salito in pedana veste trench classici e completi sartoriali, tutti nello stesso ton su ton della gamma dei beige, o per le occasioni per il tempo libero solo short in pelle morbidissima portati, con un blouson col cappuccio.

L’anello di congiunzione tra il femminile e il maschile parte proprio, da quest’ultimo capo, che viene indossato anche dalla donna che però aggiunge nel suo guardaroba abiti leggeri, tailleur con giubbotto e gonna longuette in suede, pantaloni e bluse con applicazioni di paillettes e mini abiti a giacca.

Un lavoro ben centrato, ma che lascia anche qualcuno deluso, avendo sperando un pizzico di rutilante edonismo che ha sempre contraddistinto il giovane designer britannico, ma possiamo sempre sperare nella prossima prova.

di Alberto Corrado