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Sono tanti i progetti architettonici internazionali che saranno ultimati nel 2023, spaziando da Pechino a New York. Sostenibili e avveniristici, d’impronta culturale e modernissimi, sono disegnati da archistar e importanti studi. Ecco allora una selezione, pronti a partire?

Zhuhai Civic Arts Centre by Zaha Hadid Architects. Ph © Minmud

Zhuhai Jinwan Civic Art Centre | Zaha Hadid Architects

Disegnato come un hub consacrato alla creatività contemporanea, il Zhuhai Jinwan Civic Art Centre coniuga quattro distinte istituzioni: un teatro da 1200 posti, una sala polifunzionale, un centro scientifico e un museo d’arte. Il tutto attraverso una struttura che si estende per 170 metri di lunghezza da est a ovest e 270 metri da nord a sud, creando anche una piazza centrale che funge da foyer. Per realizzarlo, lo studio Zaha Hadid Architects si è ispirato ai motivi a chevron degli uccelli migratori in formazione, per creare le coperture autoportanti in acciaio reticolato che sovrastano ogni edificio.

Gilder center by Studio Gang. Ph © Studio Gang

Richard Gilder Center for Science | Studio Gang

È l’ultima integrazione all’American Museum of Natural History di New York, firmata da Studio Gang. Il progetto rivendica il cuore fisico del museo e completa i collegamenti tra le gallerie esistenti, originariamente previsti nel piano generale del campus. La circolazione dei visitatori è migliorata per accogliere la crescente affluenza annuale del museo, che è passata da 3 a 5 milioni circa.

Pyramid Tirana by MVRDV. Ph © MVRDV

The Pyramid of Tirana | MVRDV

Lo studio MVRDV ha riprogettato il monumento nel centro di Tirana, originariamente ideato da Enver Hoxha e utilizzato in passato come museo dedicato al suo ideatore, oltre che base temporanea per la NATO durante la guerra in Kosovo, poi nightclub e spazio per eventi. Distribuito su quasi 12mila mq di superficie, la Piramide sarà ora trasformata in un luogo di aggregazione e cultura, gestita primariamente dall’associazione Tumo Tirana per l’istruzione gratuita di ragazzi dai 12 ai 18 anni. Il concept di MVRDV apre letteralmente l’edificio alla comunità, eliminando anche le aggiunte di precedenti ristrutturazioni per creare un voluminoso ambiente interno; le facciate inclinate sono state dotate di gradoni per essere camminabili e accessibili.  caffè, studi, laboratori e aule scandiscono lo spazio interno, mentre all’esterno la presenza del verde ne addolcisce l’imponente presenza.

National Library of Israel by Herzog & de Meuron, Ph © Herzog & de Meuron

National Library of Israel | Herzog & de Meuron

Herzog & de Meuron sta portando a termine il progetto architettonico per la nuova biblioteca nazionale di Israele insieme allo studio locale Mann Shinar Architects & Planners. L’edificio “è aperto e trasparente, ma è ancorato alle tradizioni delle grandi biblioteche e della città stessa. Come in passato, i libri rimarranno al centro. Essi costituiscono un fondamento e un equilibrio necessario contro il costante cambiamento tecnologico”. Spicca per il grande atrio centrale che attraversa i vari livelli culminando nel lucernario circolare: librerie in legno fiancheggiano il vuoto lasciando che siano i libri a dare forma all’esperienza visiva dello spazio. L’architettura rivestita in pietra appare così slanciata ed è alleggerita dai primi due piani, che si possono vedere dall’esterno, attraverso facciate in vetro.

È Snøhetta a firmare la nuova biblioteca di Pechino, iniziata nel 2020, dall’anima sostenibile con l’obiettivo di essere un nuovo punto di incontro sia spaziale sia culturale. Creando un legame diretto con il verde paesaggio all’esterno attraverso l’involucro di vetro, alto 16 metri, la biblioteca sviluppa anche all’interno un continuo rimando alla natura: dalle gradinate centrali che richiamano un’estesa vallata (fungendo da sala lettura, luogo di ritrovo e area di collegamento fra i vari spazi dell’edificio) al tetto che richiama una foresta di ginkgo, i cui “tronchi” a colonna sono parte di un sistema tecnologico distribuito che regola clima, illuminazione, comfort acustico e smaltimento dell’acqua piovana.

A cura di redazione