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La famiglia, l’artigianalità, la passione e la continua ricerca. È la filiera virtuosa di Brotto Group che, diviso tra le linee Arte Brotto per i mobili e Foglie d’Oro per boiserie e parquet, è considerato la “sartoria dell’arredamento”. Processi produttivi virtuosi, creatività, lavorazioni manuali e tecnologie 4.0: know how e funzionalità, lusso e innovazione. Fondata nel 1966 da Sante Giorgio Brotto, da oltre mezzo secolo è una storia di famiglia, un’azienda di valore e di valori, che ha saputo costruire un percorso imprenditoriale lungimirante e visionario.

Al centro, il rispetto per la materia prima, il legno, insieme al valore della qualità, l’eleganza di linee e disegni, l’intuizione ante litteram dell’importanza di avere un approccio sostenibile. E poi ci sono il fattore umano e l’esperienza, perché l’artigiano riesce a ‘industrializzare’ un processo senza privare il prodotto finale della magia del ‘fatto a mano’. Leader in Italia e in Europa nella produzione di arredi di alta qualità, è in grado di controllare l’intera filiera, dalla materia prima al taglio, dalla posa in opera fino alla lucidatura finale, “dal bosco al cliente finale. Dal 1989 l’azienda dispone di boschi di proprietà in Ungheria, in accordo con le società forestali del luogo, dove ogni anno 143.000 alberi abbattuti vengono ripiantati, in rapporto costante: ben gestita la foresta diventa una risorsa inesauribile di ossigeno, l’ambiente rimane intatto e niente viene buttano, anche gli scarti di legname non impiegati nella produzione vengono utilizzati per il riscaldamento degli stabilimenti.

È Luisa Brotto, Ceo di Arte Brotto, ad accompagnarci alla scoperta dell’azienda e delle fasi della produzione: “Più di cinquant’anni fa, dall’inizio dell’attività avviata da nostro padre, il legno è stato l’elemento essenziale che, nonostante gli stili cambiati negli anni, ha contraddistinto e legato tutto il percorso delle nostre aziende. E fin dall’inizio della nostra attività siamo andati a recuperarlo direttamente alla fonte, acquistando e piantumando interi boschi”, spiega.
Enormi tagli di legno di rovere europeo e noce americano sono custoditi nel magazzino che rappresenta una riserva aurea di legno. Sono ordinatamente riposti uno sopra l’altro ed esalano i profumi balsamici tipici della resina degli alberi ad alto e largo fusto. È l’unica azienda al mondo in grado di conservare una straordinaria quantità di tavole pregiate in legno grezzo per trasformarle in pezzi unici d’arredo. “Unici e riconoscibili, i nostri prodotti sono valorizzati dalla venatura naturale dell’essenza, non interrotta, che trasmette il piacere di viverla, quasi come un richiamo ancestrale”, continua Brotto. Edizioni speciali nascono grazie alla filosofia sartoriale dell’azienda vicentina: il mobile su misura Made in Italy, il pavimento caratterizzato da intarsi in ottone e marmo, la boiserie armonizzata tra vuoti e pieni, sono da sempre i plus distintivi dei brand di famiglia, grazie al sapiente lavoro artigianale e alla conoscenza profonda della materia prima e della sua trasformazione.

Del resto proprio per il valore puro della materia, il tratto originale, le forme esclusive, non solo boutique hotel, ma anche i grandi brand dell’hôtellerie di alta gamma scelgono Arte Brotto per vestire le loro strutture più esclusive. Mandarin Oriental, Six Senses, Armani, Fendi, Cartier, Acqua di Parma, Canavacciuolo, Hilton, sono solo alcuni nomi dell’Hospitality e del retail che si sono affidati all’azienda di Rosà. Tra le ultime operazioni nostrane spiccano Eala hotel & Spa sul Lago di Garda e Ca’ Apollonio, boutique hotel di prossima apertura sulla Pedemontana Veneta, mentre all’estero ha firmato il retail di Hermes a Singapore.

Capolavori su misura sono poi le collezioni che nascono dalle collaborazioni con architetti e designer di fama internazionale – come Fabio Rotella e Marco Piva, quest’ultimo per due recenti collezioni Principe ed Elementa – grazie ai quali tratti e concetti, linee e intenzioni diventano geometrie abitate. Il tutto sempre personalizzato, per una clientela alto spendente orientata a soluzioni tecniche e stilistiche su misura, anche con intarsi di materiali diversi, come il metallo e il marmo, che fanno la differenza in palazzi d’epoca o ancor più nella nautica.
Il legno come unicità e sostenibilità. Il legno è essenza viva e perciò capace di interagire empaticamente con i cinque sensi. Creatura energica e vigorosa, da sempre presente in natura, robusto e allo stesso tempo modellabile, il legno è in grado di stabilire affinità in diretto rapporto con il corpo umano. È questo l’esercizio di stile studiato per l’edizione 2023 del Salone del Mobile di Milano ha riassunto nel tema dei Sensi il proprio modo di intendere il legno. Noce, rovere, eucalipto diventano strumento per dar vita alla multisensorialità in casa: dalla cabina armadio alla boiserie modulare, dai complementi d’arredo a Tavolo Vero. Tra comfort completo e infinita bellezza.

L’ispirazione per Arte Brotto nasce dal territorio, sinonimo di armonia, arte e cultura. L’armonia di Antonio Canova e le linee perfette di Carlo Scarpa. Lo stile neoclassico dell’artista delle più celebri sculture al mondo, e la visione prospettica dell’autore dei più significativi edifici simbolo dell’architettura contemporanea. Siamo in un punto d’Italia dove nel raggio di pochi chilometri, si toccano due province: Vicenza con Bassano del Grappa e Marostica; Treviso con Asolo, Possagno e San Vito di Altivole. Paesi e paesaggi densi di meraviglie: Bassano del Grappa, sul fiume Brenta, con il celebre ponte degli alpini disegnato da Andrea Palladio; Marostica, per l’impianto medievale di città murata con la Piazza degli Scacchi in cui negli anni pari si tiene la famosa partita a personaggi viventi. E ancora, Asolo, la cittadina dai cento orizzonti arroccata sulle prime colline trevigiane, il borgo più armonico al mondo, che fu in passato buen retiro di Gabriele d’Annunzio ed Eleonora Duse, Eugenio Montale e Robert Browing. Senza dimenticare Possagno, cittadina natale di Antonio Canova e San Vito d’Altivole, nel cui cimitero comunale l’arch. Carlo Scarpa ha realizzato la tomba della famiglia Brion, ora complesso funebre monumentale riconosciuto dal Fai. Armonia e bellezza.

di Elisabetta Canoro