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Torna in una nuova traduzione per L’Ippocampo, l’opera di Ovidio dedicata ai 250 miti di trasformazioni, dal Caos all’apoteosi di Cesare e Augusto.

“Senza difficoltà non c’è nulla che abbia valore.” Di Publio Ovidio Nasone, noto semplicemente come Ovidio, poeta romano, tra i principali esponenti della letteratura latina e della poesia elegiaca e di aver trattato nelle sue opere i problemi e le condizioni umane con coraggioso amore per la verità e appassionata penetrazione psicologica. Di lui sappiamo tre cose: la tendenza al galante e al piccante, un certo ateismo di maniera e l’indifferenza alla vita politica.

Le Metamorfosi, che viene ripubblicata da L’Ippocampo, in una nuova traduzione di Alice Patrioli, che conserva tutta la musicalità di partenza degli esametri, mentre i disegni di Daniele Catalli, che ritraggono in un fregio continuo il racconto antico con la scienza moderna, è breve.

Personaggi accecati dall’amore, dalla collera, protagonisti di vicende tragiche e di gesta epiche; eroi mutati in astri, pietre che divengono uomini e dei che si incarnano: da Narciso che si strugge nell’amore di sé fino a prendere le sembianze di un fiore, a Dafne trasformata in alloro per sottrarsi alle mire di Apollo, fino ai miti di Bacco ed  Orfeo.

La prefazione di Patrioli e Catalli dà un’interpretazione avvincente e che incuriosisce, nel proporre quel rispetto di scoprire l’opera come dimora ospitale, dove soffermarsi con entusiasmo e meraviglia.

Quei fili invisibili che collegano gli esseri tra loro per volere divino, possono cambiare all’istante come le raffinate soluzioni cartotecniche che aprono e chiudono il volume, giocando con la profondità e il colore.

Così Le Metamorfosi di Patrioli e Catalli è anche l’autobiografia mitica di chi lavora con i libri, frutto di oltre due anni, oltre a partecipare, di certo, ad esaltare e sospingere la potenza suggestiva dell’originale latino.

Il duo Patrioli e Catalli dimostrano che il punto di vista è il racconto nel racconto, e trasformano i personaggi narrati in personaggi narranti, che raccontano vicende proprie e altrui.

Dunque non c’è rivolgersi al mito per rispondere a domande che è difficile formulare, ma che gli esseri umani si sono sempre posti. Ritenere che la cosa più saggia sia ammettere ciò che non possa essere impedito.

Per i collezionisti vi è anche la versione in un esclusivo bundle in edizione limitata dove il volume è accompagnato da una stampa firmata di Narciso.

Di Alberto Corrado