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La Corea da gustare

La Corea del Sud si misura in piccoli bocconi, seguendo una geografia del gusto che attraversa mercati, ristoranti tradizionali e bakery contemporanee. Dalle ricette di famiglia alle nuove tendenze che conquistano le metropoli, la cucina è una chiave privilegiata per entrare nella cultura del Paese, capirne le tradizioni e coglierne lo spirito più innovativo. Prima ancora che nei paesaggi, è a tavola che la Corea rivela la sua identità: qui il cibo segue le stagioni, tiene insieme le comunità e si vive sempre in condivisione.

Al centro del pasto ci sono il riso e la zuppa, accompagnati dai banchan, i piccoli piatti di contorno da spartire tra i commensali. Il più noto è il kimchi, cavolo fermentato e speziato. La sua preparazione collettiva, la kimjang, è patrimonio immateriale dell’UNESCO proprio per il suo valore di cooperazione sociale: a fine autunno riunisce famiglie e vicini per preparare le scorte per l’inverno. Il pasto non segue una successione rigida di portate e invita a comporre liberamente i sapori. Succede nel bibimbap, una ciotola di riso con verdure miste e carne da mescolare insieme. O nel gesto conviviale del ssam, in cui la carne viene avvolta in una foglia croccante di lattuga o di perilla e gustata in un unico boccone.
Dal barbecue coreano, con la carne grigliata direttamente al tavolo, si passa alle specialità regionali, alcune legate al calendario: i funghi di pino di Yangyang in autunno, le ostriche di Tongyeong nei mesi freddi. E poi il maiale nero dell’isola di Jeju e il dwaeji gukbap, la zuppa di maiale con riso nata a Busan.

Nelle città il ritmo cambia. Tra i banchi del mercato di Gwangjang, a Seul, sfrigolano sulle piastre le bindaetteok, frittelle di fagioli mungo macinati al momento. Per strada regna il bunsik, la vivace cultura dello street food informale. Qui si trovano i tteokbokki, gnocchi di riso cotti in una salsa densa e piccante, e i mandu, i ravioli coreani dai ripieni più diversi.
Nelle vetrine delle bakery metropolitane, invece, la tradizione incontra le mode globali più curiose. C’è il Dubai Chewy Cookie, il biscotto diventato virale che unisce marshmallow, crema di pistacchio e kadaif croccante. Accanto a lui tornano gli yakgwa, storici dolcetti al miele oggi riscoperti in chiave moderna.

Dai sapori fermentati della tradizione alle creazioni più sorprendenti della pasticceria contemporanea, la cucina coreana racconta un Paese capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. Un viaggio che si costruisce assaggio dopo assaggio, tra rituali condivisi, identità regionali e nuove tendenze.