fbpx

Il nome della Maison Gucci è stato a lungo legato alla America già dalle prime boutique aperte da Aldo e Rodolfo Gucci, figli del fondatore, nel 1953.

Un rapporto che poi si è sviluppato attraverso il consolidamento di rapporti sia commerciali e personali tra le molte stelle di Hollywood e dello spettacolo, che hanno portato i vertici della Gucci odierna a ripensare questo antico legame celebrando i 100 anni con una sfilata evento dal titolo Gucci Love Parade.

St.Vincent _Gucci Love Parade

A solcare la passarella della Walk of Fame di Los Angeles c’erano una dozzina di celebrità, amici della Maison Gucci: da Macaulay Culkin, ex bambino prodigio della commedia “Mamma, ho perso l’aereo” in camicia Hawaiana, a Miranda July, attrice, musicista e regista statunitense uno delle 25 facce nuove del cinema e letteratura Indie, da Jodie Turner- Smith, attrice britannica di origine giamaicana, in pelliccia rosso fuoco, a Jared Leto, musicista e attore, che vedremo presto trasformato nei panni di Paolo Gucci sul grande schermo nell’atteso “House of Gucci” di Ridley Scott, in pantaloni con lacci a vista. Anche altre star sono diventate modelle e modelli per una notte: Jeremy Pope – attore, Steve Lacy – musicista, Jodie Turner-Smith– attrice, St. Vincent – musicista, cantante, compositrice, Miranda July film Director, Phoebe Bridgers – cantante e compositrice, Janaya Khan – attivista, Kodi Smit-McPhee – attore e Hayden Pedigo – musicista, politico e performer artist.

Miranda July_Gucci Love Parade
Macaulay Culkin_Gucci Love Parade
Steve Lacy_Gucci Love Parade
Jeremy Pope_Gucci Love Parade

Nutrito anche il parterre del front row dove vi era Gwynelth Paltrow, che indossava una versione aggiornata dello smoking di Gucci in velluto rosso disegnato da Tom Ford, Dakota Johnson, Miley Circus e i Maneskin100 outfit come 100 candeline per gli anni che ha compiuto quest’anno la Maison, per raccontare l’amore di Alessandro Michele per il cinema, che lo spiega lui stesso nella lettera che accompagna lo show, dal titolo programmatico Nine Letters dripping with desire: «Mamma lavorava come assistente di una casa di produzione. Ricordo i suoi racconti, dettagliati e scintillanti, su quella fabbrica di sogni. C’era il pallore d’alabastro di Marilyn Monroe e la sua voce diafana. C’erano i guanti neri satinati di Rita Hayworth e i lucenti capelli di Veronica Lake».

Kodi Smit McPhee_Gucci Love Parade
Phoebe Bridgers_Gucci Love Parade
Jodie Turner Smith_Gucci Love Parade

Ma allo stesso modo riguarda il suo primo viaggio a Los Angeles all’età di 27 anni e per il quale ha molto affetto. “ LA non è una città della moda , ma è cosi alla moda” ha detto nel backstage prima dell’inizio dello show. Per Alessandro Michele il viale delle leggende supporta alla perfezione il suo amore per la moda, considerando Hollywood come se fosse un tempio greco popolato da divinità pagane, dove attori e attrici sono famosi eroi ed eroine.

Proprio questi idoli di una cosmogonia contemporanea che si riversano in strada presentando uno show come se fossero degli aspiranti star appena scese dall’autobus dove abiti di strass, si mescolano in giacche dal sapore sartoriale con revers larghi indossate con leggings in maglia dai colori vivaci.

Una collezione eterogenea nello stile che interpreta l’idea di unicità di Gucci, facendo di nuovo sognare quanto i grandi cappelli da cowboy da 10 galloni che indossano gli indossatori.

Di Alberto Corrado