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Federico Sorrentino, fotografo che lavora tra Europa e Stati Uniti, ci porta a scoprire i sogni consumati di un nuovo avventuriero romantico, vestito MCS.

Los Angeles, California. Uno dei luoghi più amati da sempre per i fotografi di moda, un luogo che molti grandi maestri come Stephen Shore, Wim Wenders, William Eggleston e Robert Frank avevano eletto come buen retiro dalle loro prime visite.

E oggi, Federico Sorrentino, fotografo di moda che lavora tra Europa e Stati Uniti, ha scelto di rendere omaggio a una delle sue passioni trovare la massima espressione negli scatti analogici, dove lui stesso si occupa della stampa in camera oscura.

Con la campagna pubblicitaria MCS per la collezione spring summer 2024 ci porta all’interno LA based il Teatro Palladium, progettato in un puro stile Art Deco che ospito live e riprese cinematografiche incise nella storia dell’umanità, come l’indimenticabile danza con cui John Belushi e Dan Aykroyd chiudevano “The Blues Brothers”.

L’idea era di arrivare qui è lontana da qualsiasi solito cliché sul Los Angeles, e su MCS che ha sempre raccontato l’American Dream, progettando collezioni che si ispirano alle icone internazionali delle arti più popolari, che raccontano l’intera cultura USA esportata in tutto il mondo. Ma più legata a quel sogno consumato dell’animo cow boy avventuriero e romantici, che ha sempre lasciato tracce fino ai giorni nostri.

Una serie di scatti molto intensi, che raccontano i valori, le ideologie di quella America, terra di fascino e di energia, dove le geometrie urbane trovano la massima condivisione in una collezione, che supera il limite della mascolinità, volendo giocare con il cliché instancabilmente definito e celebrato dal genere dei film western, senza rendere questo ridicolo.

Risultato? Una campagna epica, quasi cinematografica, per la stagione estiva prossima. Che MCS ha deciso di raccontare riaccendendo i riflettori su quello che erano le sue origini. Un lifestyle in cui riconoscersi ogni giorno, dove si mescola la storia del casual con le necessità dell’uomo contemporaneo, che ama viaggiare con il corpo e con la mente.

Così le linee si ammorbidiscono prendendo a prestito quelle silhouette rilassate del luogo, forgiando fisici allungati di un glamour sexy. Pantaloni, camicie, capispalla e cinture sono tutte anime di quello sguardo nostalgico e contemporaneo di un avventuriero, che consuma i suo i sogni on the road o nei diner di West Hollywood. Una mascolinità magnetica che costruisce un ponte tra il passato e l’oggi.

Di Alberto Corrado