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Un modo per dare continuità alla tradizione del lavoro artigianale. L’occasione per proporre una straordinaria esperienza al pubblico, reale e non virtuale.

Sotto le arcate della Stazione Leopolda a Firenze, ieri sera con la presenza di quasi 1000 invitati, la Maison Chanel ha presentato la collezione ‘Métiers d’art 2021/2022’, che originariamente aveva sfilato il 7 dicembre scorso a Parigi, nel nuovo hub del brand, progettato dall’architetto Rudy Ricciotti e situato tra il comune di Aubervilles e il 19esimo arrondissement della Capitale francese.

‘Métiers d’art” è un progetto creato da Karl Lagerfeld per parlare dell’eccellenza della produzione di abiti e di accessori dei grandi artigiani che lavorano per Chanel: ricamatrici, orafi, plissettatori, calzolai, cappellai, conciatori, pellettieri e setaioli sia francesi e italiani.

La scelta di Firenze, riprende quel significato storico di essere stata e ancora presente nel mondo e nei desideri delle facoltose clienti della Maison, la culla del Rinascimento e di quel saper fare a mano, che è la magia e l’orgoglio del Made in Italy. Infatti la stessa Chanel con il distretto di Firenze – Scandicci ha una linea diretta dato che si serve dei suoi artigiani nel realizzare accessori in pelle dalle borse alle scarpe e alcuni modelli di abiti. Proprio nel distretto fiorentino si serve principalmente di tre aziende: Renato Corti di Claudio Girardi che ha una sede a Milano e 250 dipendenti a Scandicci e di cui Chanel possiede il 40%, un secondo stabilimento leggermente più piccolo sempre a Scandicci, una conceria di Santa Croce sull’Arno, e numerosi contoterzisti nel distretto.

Arrivate da Ponte Vecchio cavalcando le acque del fiume Arno le eteree ninfee, come le raffigura lo studio di animazione Remembers, approdano sulla passarella sontuosa della Leopolda, dove lo spirito di Mademoiselle Coco risplende nelle gigantesche camelie di carton gesso sulle pareti, mentre due nastri di sedute, prima e seconda fila creano lo spazio per il passaggio delle top model che indossavano i vestiti della intera collezione.

In pedana, la versione classico – moderna dei tailleur, i cardigan chic, le collane lunghe, il rosa speciale, il nero, l’argento, corredati dai ricami della maison Lesage e Montex, le piume di Lemarie, le scarpe di Massaro, i plissè di Lognon, i cappelli della Maison Michel, i gioielli di Goossens.

Ospite d’onore della serata la splendida Penelope Cruz in giacchino e short azzurri, calze nere a velare le gambe snelle sui vertiginosi tacchi 12, che ha ricordato commossa che quello che vede in passarella con Métiers d’art le ricorda la normalità della sua infanzia, quando ammirava la devozione del lavoro a mano eseguito con passione da sua nonna che le confezionava i maglioni fatti ai ferri. Alla sfilata hanno partecipato anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, e il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

di Alberto Corrado