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In pedana il capitolo Lutz Huelle, stilista tedesco, reinventa il comfort aprendo il varco a visionarie strutture in un mix di culture e sottoculture.

Il percorso battezzato “Amigos”, lanciato lo scorso marzo, per il progetto di Az Factory, marchio del gruppo Richemont, continua nel segno dell’inclusione, e prosegue il suo cammino come voleva il suo fondatore Alber Elbaz.

Dopo aver coinvolto Thebe Magugu, Ester Manas si aggiunge il nome di Lutz Huelle, stilista tedesco, che tra le opere di Sally Gabori alla Fondazione Cartier, ha portato in pedana un riff dell’alfabeto di AZ Factory.

Una vera propria ode ai valori e ai protagonisti che prima di lui si sono succeduti nel portare avanti il progetto del marchio.

Sebbene abbia incontrato il fondatore Alber Elbaz una sola volta, ha voluto condividere con il pubblico accorso numeroso a vedere lo show, quel pensiero estetico di voler creare capi che abbiano in comune il senso della qualità, ma anche del comfort, affinché le persone che li indossino, stiano a proprio agio.

La collezione paga un tributo al tailoring dai bordi non finiti, tanto che in alcune giacche si potevano intravedere ancora la fodera interna. Numerosi sono gli scintilli di strass che decorano pantaloni, canotte e scivolano anche su gli accessori, come gli stivali alti e décolleté seducenti.

Le romantiche stampe pittoriche trasformano gli abiti, i trench, i pantaloni in look floreali, mentre i decori di balze appaiono su tubini e abiti. Le camicie destrutturate si allungano per mutare in minidress.

Nella moda gli abiti sono prodotti in serie, ma possono essere unici, rispetto a chi li indossa, ed è questo che si è potuto notare, in questa sfilata, dove un cast di donne e di uomini intergenerazionali hanno reso nulla di seriale, ma originale e distintivo.

Un messaggio forte, che si riallaccia al senso estetico di Lutz, riconosciuto nel mondo del fashion biz per l’abilità di decontestualizzare gli indumenti, mescolando in modo sapiente, quel mix di culture e sottoculture, per creare uno stile differente fatto di eleganza unito all’utilità.

di Alberto Corrado