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La Fondazione Ecoalf è un’organizzazione filantropica spagnola fondata nel 2015. Si dedica alla pulizia degli Oceani/Mari, alla promozione di un’economia circolare e vuole aumentare la consapevolezza riguardo all’allarmante impatto ecologico della cattiva gestione dei rifiuti. 

“Dopo aver visto di persona, capii che dovevo fare qualcosa”

Javier Goyeneche

Presidente della Fundación Ecoalf and fondatore di Ecoalf Recycled Fabrics

 Il miraggio di questi giorni di calura è pensare di tuffarsi nelle acque cristalline, dove in trasparenza si possa vedere il fondale. Tuffarsi è delizioso, sentire l’acqua sul proprio corpo. Poi magari il mare diventa agitato e cambia anche la corrente, e quel sogno potrebbe diventare di qualcosa di sgradevole. Si avvista una medusa, o meglio qualcosa che sembra essere conforme alle sue forme. No è un sacchetto di plastica bianco, poi ci si accorge di un altro, poi un altro ancora. Possono arrivare dalla spiaggia o dalla caletta scelta? Si, anche, dalla spiaggia più pulita può capitare di trovare plastiche e altri rifiuti. 

Alessio

Sono prodotti che arrivano dalla terra, prodotti da noi umani, e viaggiano trasportati da correnti e brezze. Sacchetti, bottiglie, posate ed altri infiniti oggetti della nostra vita quotidiana. Una smisurata massa di rifiuti, soprattutto di plastica.

Uno studio pubblicato di recente stima che l’inquinamento ha superato il limite planetario: quasi 22 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica entrano nell’ambiente marino e altrettanti nell’ambiente terrestre ogni anno, per non parlare delle emissioni del 3,7% delle emissioni globali di gas serra e si prevede che questa percentuale possa aumentare fino al 4,5% entro il 2060. La letteratura scientifica ne parlava fin dagli anni sessanta, ma pochi ci facevano caso, solo ora si arriva a fatica ad avere una consapevolezza della catastrofe letale.

Dato che la plastica è destinata a restare per molto tempo nei nostri mari, anzi secoli, perché essa non si degrada. Invece si frantuma in mille pezzi sempre più piccoli che sono ingeriti dai pesci e molluschi, per poi entrare nella nostra catena alimentare.

Daniele

Nel 2015 Javier Goyeneche , dopo aver passato 12 ore su di un peschereccio nel Mediterraneo, vide con i propri occhi l’enorme quantità di rifiuti intrappolati nelle reti da pesca e non poté assolutamente ignorare ciò che vide, fondando una organizzazione filantropica spagnola che si dedica alla pulizia degli Oceani, alla promozione di un’economia circolare: Fundación Ecoalf.

La storia della fondazione è la storia di Upcycling The Oceans, un’avventura su scala globale che vuole rimuovere i rifiuti dai fondai marini grazie al prezioso aiuto dei pescatori di pesca a strascico.

Il progetto è replicato nel mondo e il suo obiettivo principale recuperare la spazzatura che sta distruggendo il mare e trasformarla in prodotti di alta qualità con un ciclo di vita lungo come creare prodotti tessili.

Ad oggi la Fondazione in Spagna coopera con più di 2600 pescatori in 40 porti che raccolgono 150 tonnellate di spazzatura l’anno e con l’esperienza acquisita ha fatto si che iniziasse progetti che cercano di agire a monte, per esempio nei fiumi.

Collezione ECOALF A-I 23-24
Collezione ECOALF A-I 23-24

Nel 2018, ha lanciato l’iniziativa pilota “To Prevent the Waste from Entering the Sea” “Prevenire che la spazzatura arrivi ai mari” – vicino a Lanjarón, che sottolinea l’importanza di tenere puliti gli anfratti così che non diventino dei corridoi che portano velocemente la spazzatura in mare.

Ora la Fondazione sta iniziando un nuovo progetto con Biotherm, un progetto ambizioso per il fiume Jarama per i prossimi 3 anni denominato “Clean Rivers, Save Oceans” – “Pulisci i fiumi, salva i mari”. L’obiettivo è lavorare sui fiumi e aumentare la consapevolezza riguardo i rifiuti marini e il loro legame alla popolazione non-costiera, come quella di Madrid, dove verranno sviluppati tutte le azioni nella prima fase.

Pascal

Così possiamo tornare alla nostra caletta con l’acqua cristallina, senza trovare plastica alla deriva. Questo significa essere consapevoli di usarne di meno, raccoglierla, riciclarla, smaltirla in modo appropriato. Un’azione globale per risolvere uno dei problemi del nostro tempo, perché l’inquinamento dei mari non conosce frontiere.

Di Alberto Corrado