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I capolavori di Cèzanne / Renoir a Palazzo Reale Milano fino al 30 giugno 2024, perseguono un progetto espositivo con uno storytelling agile e di facile lettura. Capace di attrarre indistintamente studioso, il neofita o il giovane studente che si appassiona con entusiasmo ai temi più importanti della storia dell’arte.

“Per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella. Ci sono già abbastanza cose noiose nella vita senza che ci si metta a fabbricarne altre. So bene che è difficile far ammettere che un dipinto possa appartenere alla grandissima pittura pur rimanendo allegro. La gente che ride non viene mai presa sul serio.”

Pierre- Auguste Renoir

 

Come appaiono ai nostri occhi, due colossi della pittura francese dell’ultimo quarto del XIX secolo e dell’inizio del XX, Pierre – Auguste Renoir e Paul Cézanne? È un doppio sguardo di riflessi quello che regala la mostra dedicata alla scena della nascita del movimento espressionista, dai 150 anni dalla nascita del movimento, a Palazzo Reale a Milano fino al 30 giugno.

Paul Cézanne, Baigneurs, realizzato fra il 1899 ed il 1900, olio su tela, H 60,5 L 82,5, Musée d'Orsay, Parigi

Una pittura, che ha radicalmente cambiato il corso della storia dell’arte, quando nel 15 aprile del 1874, a Parigi, nello studio di Gaspard- Félix Tournachon, meglio conosciuto con il soprannome di Nadar, per l’abitudine che aveva di aggiungere la desinenza “dar” alla fine di ogni parola, al 35 di Boulevard des Capucines, si svolse la prima mostra degli impressionisti.

Nadar, Autoritratto (1860 circa); fotografia

In quel contesto, ci furono 31 artisti che decisero di raggrupparsi e dare vita ad un vernissage, per protestare contro l’arte accademica ufficiale. Tre di questi sono stati scelti come protagonisti di due diverse mostre che abitano, in questa primavera, a Palazzo Reale di Milano: un italiano, il barlettano Giuseppe De Nittis, che seppe inserirsi perfettamente nella società francese, tant’è che ricevette la Legion d’Onore e fu sepolto nel cimitero di Père – Lachaise con epitaffio scritto da Alexandre Dumas figlio, e due francesi, tra i più noti oggi a livello mondiale, Paul Cèzanne e Pierre – Auguste Renoir.

Paul Cézanne, Vase paillé, sucrier et pommes, realizzato tra il 1890 ed il 1894, olio su tela, H 36 x L36, Musée de l'Orangerie , Parigi
Auguste Renoir, Péches, 1881, olio su tela, H 38 x L 47, Musée de l'Orangerie , Parigi

Una esposizione caleidoscopica che racconta un mondo reale che vive a distanza e tempi, l’hic et nunc tutto compresso di un presente distopico, in cui sia annullano le differenze. E quindi è un continuo guardarsi reciproco, uno scoprire e scoprirsi negli occhi altrui, nelle dimensioni pubbliche e private protagoniste delle opere che partono dai dipinti più apprezzati e conosciuti, due diverse traiettorie che i due autori seguirono lungo le rispettive carriere.  Un Paul Cèzanne, che si focalizza sull’attenzione della struttura compositiva più rigorosa e geometrica e sulla forza della pennellata, mentre Pierre- Auguste Renoir sull’armonia, sulle atmosfere delicate, sulla resa delle forme tramite il colore.

Auguste Renoir, Claude renoir, jouant, 1905 circa, olio su tela, H 46 x L 55, Musée de L'Orangerie, Parigi
Paul Cézanne, Portrait du fils de l'artiste, 1880 circa, olio su tela , H 35 x L 38, Musée de l'Orangerie, Parigi

Un percorso espositivo che a mano a mano che si dipana nelle varie sale, segnala i vari punti d’incontro, di due itinerari artisti, sviluppatosi in parallelo alla nascita di una sincera amicizia, iniziata già nel 1860, che sfociò in un’ammirazione reciproca, portando i due maestri a porsi interrogativi comuni e a coltivare un interesse condiviso per alcuni generi, come la natura morta, il paesaggio, il ritratto e il nudo.

Auguste Renoir, Gabrielle et Jean, realizzato tra il 1895 ed il 1896, olio su tela, H. 65 x L. 54, Musée de l'Orangerie, Parigi

Una mostra promossa dal Comune- Cultura con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambassade de France en Italie, prodotta da Palazzo Reale, Skira e Museum Studio, in collaborazione con Musée de l’Orangerie e Musée d’Orsay, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, curata da Cécile Girardeau, conservatrice al Musée de l’Orangerie di Parigi, e Stefano Zuffi, storico dell’arte, con la collaborazione di Alice Marsal, responsabile degli archivi e della documentazione al Musée de l’Orangerie.

Paul Cézanne, Trois baigneuses (© 2024 RMN-Grand Palais / Hervè Lewandowski / RMN-GP / Dist. Photo SCALA, Firenze)

Degna di nota è Sala atelier creata da Foll.ia, che conduce il visitatore all’interno degli studi dei due pittori. Partendo dalla documentazione relativa a quelli di Cagnes-sur Mer per Renoir e del Jas de Bouffan per Cézanne, viene riprodotto il rapporto di entrambi gli artisti con il proprio spazio di lavoro che diventa un luogo di incontro e di relazione tra “la realtà” e l’artista.

La mostra è un’immersione in un comune brodo-socio- culturale, e politico, dove nulla ci è estraneo, in una conciliazione intuitiva prima ancora che iconografica.

Di Alberto Corrado