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Oro, incenso e mirra. Il nuovo locale firmato dall’architetto Federica Franchi è un capolavoro di ricercatezza e di stile, dall’opulenza non ostentata ma raffinata, che si ritrova negli ambienti plasmati da materiali preziosi, tinte decise, in una palette di colori che spazia dall’oro al rosa pastello, in accostamenti sapientemente studiati. Si chiama Crudo Sushi Bar, il locale di cucina giapponese aperto a Bologna, all’inizia di via San Mamolo, in collina, in un’area già rinomata e frequentata per gli indirizzi di tendenza.

Photographer | Dario Borruto
Photographer | Dario Borruto

Dal format unico e innovativo, a metà strada tra ristorante e cocktail bar, Crudo Sushi Bar si distingue per il design e la proposta di qualità, che mixa sapientemente cultura italiana e del Sol Levante. A fare la differenza è l’uso di materie prime di altissimo livello: tonno rosso Balfegò proveniente dal Mar Mediterraneo, salmone scozzese, gambero rosso di Mazara del Vallo, carne Waygu della qualità più pregiata.

È ricavato nelle sale di un edificio storico cittadino, il cui ricordo è conservato e testimoniato nelle volte e nelle colonne in ghisa, che sono state riportate a vista con il colore originale. A terra la resina interrotta da una riga di ottone che prosegue con lastre di marmo di Carrara, il marmo verde Forest Green per i tavolini. E ancora, il corten abbinato alle pareti di verde verticale che hanno dato forma ad un’atmosfera sofisticata. Ruolo fondamentale ha avuto l’illuminazione: l’architetto si è affidata all’azienda inglese Tom Dixon, scegliendo lampadari che rimandano all’idea di bolle e nasse da pesca dorate. Giochi di luce per le diverse ambientazioni sono create da strip led che incorniciano il locale e la bottigliera.

Photographer | Dario Borruto

È ricavato nelle sale di un edificio storico cittadino, il cui ricordo è conservato e testimoniato nelle volte e nelle colonne in ghisa, che sono state riportate a vista con il colore originale. A terra la resina interrotta da una riga di ottone che prosegue con lastre di marmo di Carrara, il marmo verde Forest Green per i tavolini. E ancora, il corten abbinato alle pareti di verde verticale che hanno dato forma ad un’atmosfera sofisticata. Ruolo fondamentale ha avuto l’illuminazione: l’architetto si è affidata all’azienda inglese Tom Dixon, scegliendo lampadari che rimandano all’idea di bolle e nasse da pesca dorate. Giochi di luce per le diverse ambientazioni sono create da strip led che incorniciano il locale e la bottigliera.

Dal format unico e innovativo, a metà strada tra ristorante e cocktail bar, Crudo Sushi Bar si distingue per il design e la proposta di qualità, che mixa sapientemente cultura italiana e del Sol Levante. A fare la differenza è l’uso di materie prime di altissimo livello: tonno rosso Balfegò proveniente dal Mar Mediterraneo, salmone scozzese, gambero rosso di Mazara del Vallo, carne Waygu della qualità più pregiata.

Photographer | Dario Borruto

In carta, si sceglie tra Nigiri di capasanta flambé al sale nero; Gunkan di salmone e capasanta spicy al mango; Uramaki con gambero rosso di mazara, tartare di gambero rosso di mazara e finger lime. E ancora, Nigiri di tonno rosso del mediterraneo con fragole piccanti e perlage di tartufo; Sashimi di tonno rosso e ricciola; Uramaki con gambero in panko, tartare di scampo, maionese giapponese e tobiko red. In accompagnamento, una selezionata carta di champagne Dom Pérignon per un abbinamento perfetto all’insegna dell’eccellenza.

Le sere dal giovedì alla domenica è possibile ordinare da Crudo Sushi Bar sia in modalità Delivery che Take Away.