La crescente complessità del progetto contemporaneo richiede strumenti capaci di connettere progettazione, produzione, distribuzione e relazione con l’utente finale in un unico ecosistema operativo. In questo contesto si afferma il paradigma del Design as a Service, un approccio che trasforma il progetto da risultato concluso a processo continuo, supportato dalle tecnologie digitali e orientato all’esperienza della persona.
L’integrazione tra tecnologia, interior design e sviluppo immobiliare rappresenta una delle frontiere più interessanti dell’abitare contemporaneo. Attraverso la propria esperienza sul campo, Lorenzo Pascucci e Rudi Manfrin – rispettivamente fondatore e art director di Contract District Group – tracciano la rotta di nuovi strumenti e modelli operativi capaci di rendere il progetto d’interni più accessibile, efficiente e trasparente.
Lorenzo Pascucci
Classe 1977, sposato e padre di 4 figli, Lorenzo consegue la laurea in Economia Aziendale nel 2001 e, grazie a due borse di studio, compie subito importanti esperienze di formazione internazionali – multinazionali del largo consumo (Unilever) e di luxury brands (Sanford con i marchi Parker Waterman) – per poi avvicinarsi al mondo della distribuzione di importanti marchi del Design avviando nel 2010 un progetto test con Ernestomeda cucine. Nel 2016 fonda Milano Contract District, riconosciuta come “Eccellenza della Lombardia” e nel 2018 riceve la menzione d’onore nell’ambito del prestigioso Premio Compasso d’Oro. Da allora il modello si estende su più piattaforme fisiche sotto il cappello di Contract District Group. La ricerca e lo sviluppo continuo di servizi e tecnologie che semplificano il processo di progettazione integrata, vendita e post vendita di prodotti di Interior Design è il nucleo e il business primario dell’azienda.
Rudi Manfrin
Art Director di Contract District Group, lavora sul progetto come strumento di sintesi tra spazio, prodotto e visione abitativa e guida lo sviluppo di concept di interior design ad alto valore identitario per progetti residenziali e contract. Integra visione creativa, strategia di prodotto e innovazione nel real estate, dando forma a nuovi modelli abitativi come microliving, spazi ibridi e soluzioni modulari. Unisce ricerca sul living contemporaneo e sperimentazione progettuale, indaga nuove modalità di abitare, trasformando vincoli funzionali e di mercato in opportunità progettuali e narrative. Il suo lavoro si concentra sulla definizione di esperienze spaziali riconoscibili, flessibili e scalabili, capaci di valorizzare il progetto e rafforzarne il posizionamento sul mercato.
Conversazione con Lorenzo Pascucci
Contract District Group ha trasformato il rapporto tra design, real estate e cliente finale. Qual è stata l’intuizione che ha reso possibile questo modello?
“L’intuizione di avvicinare il mondo del design a quello del Real Estate è stato il cavallo di Troia che ha permesso di introdurre nella vendita immobiliare un nuovo anello alla catena del valore. Siamo partiti introducendo il prodotto di design ed il brand come uno strumento di marketing, per poi arrivare a gestire l’interior come un servizio che accelera il processo costruttivo e di vendita garantendo una maggiore soddisfazione del cliente ed una semplificazione nell’ingresso in una nuova casa.”
Quanto incide oggi la progettazione degli interni sul valore percepito e commerciale di un progetto?
“In entrambi i casi il valore di una casa, sia nuova che da ristrutturare, passa principalmente attraverso la percezione del cliente di come la sua superficie può essere sfruttata per massimizzarne il comfort e l’utilizzo. Lo spazio domestico prende infatti valore attraverso le funzioni che è in grado di restituire, e ciò accade solo attraverso un attento studio del layout e un’integrazione di soluzioni di arredo e illuminotecniche coerenti con le aspettative del vivere moderno.”
Come la digitalizzazione sta cambiando l’esperienza di acquisto nel design e nel real estate, mantenendo alta la qualità dell’esperienza del cliente?
“La trasformazione digitale che sta caratterizzando molti comparti e settori merceologici, non può dispensare un ambito così importante come quello del real estate anche se, per la complessità che caratterizza questo comparto, non è certamente un processo così immediato. Grazie ad alcuni importanti player della tecnologia (Tecma Solutions e Abitare In spa su tutti) abbiamo osservato in questi anni un graduale processo di rivoluzione nella value proposition immobiliare modificando e semplificando molti aspetti che impattano sul processo di personalizzazione e scelta di quanto in una nuova abitazione si può scegliere di modificare. L’interior Design è sempre più parte integrante delle dotazioni personalizzabili in una nuova casa seppure predefinite nella posizione ed estensione proprio per garantire un processo costruttivo più fluido e nel rispetto dei vincoli che caratterizzano molti ambiti dell’edilizia e, ahinoi, al consumatore finale che spesso si trova in asimmetria informativa nonostante l’importante investimento che sta facendo.
L’approccio Design as a Service che abbiamo costruito diventa quindi uno strumento vincente per neutralizzare le obiezioni e richieste che emergono durante il percorso di vendita o affitto di immobili residenziali. Per sostenere questo approccio abbiamo investito in tecnologia e semplificazione di processi e tempistiche di restituzione in coerenza con le richieste del comparto edile, per garantire una customer journey nuova nell’ambito del design d’arredo componibile.”
Quali sono oggi le principali richieste degli acquirenti rispetto a dieci anni fa?
“La dinamicità delle nuove generazioni e del mercato del lavoro stanno fortemente impattando sui trend abitativi e la richiesta di spazio domestico. Immaginiamo che in 10 anni l’intera popolazione planetaria ha attraversato una pandemia e che inel frattempo quasi la metà degli appartenenti alla Generazione Z (quella definitiva dei ‘nativi digitali’) è ormai più che maggiorenne e pronta ad ‘abitare’ e scegliere in modo autonomo dove e come vivere. Questi due fattori ci possono far comprendere l’impatto che anche il mondo immobiliare e del design hanno vissuto l’esigenza di adeguarsi a questi cambiamenti. Per le caratteristiche però di questi settori purtroppo la velocità di cambiamento non è assimilabile ad altri comparti industriali e quindi le vere trasformazioni e rivoluzioni si leggono con uno scarto di 5-10 anni in più… basti pensare che la maggior parte dei progetti immobiliari consegnati in questa ultimo decennio, anche e soprattutto a causa del Covid, sono progetti pensati e sviluppati prima del 2020… e quindi basta questa lettura per comprendere che la rivoluzione negli stili abitativi e nel design (che sconta ancor prima una ridefinizione degli spazi e di una nuova proposta immobiliare) sarà molto più evidente nel prossimo quinquennio ma i segnali e il pensiero progettuale è attualità e pensiero oggi.”
Guardando al futuro, quali saranno le prossime evoluzioni dei servizi integrati all’abitare?
“Il futuro come più volte ‘urliamo’ noi di Contract District , sarà sempre più Design as a Service. Il mondo dei servizi e l’agilità di conversione dei bisogni sarà la chiave di volta per l’80% del mercato, quello di fascia entry, comfort e medium high del design che potrà vincere a livello internazionale se basato su modelli scalabili di progettazione, offerta e assistenza post vendita. Solo una super nicchia del mondo dell’alto di gamma sopravviverà alla customizzazione spinta e all’alto costo e sarà desiderabile da un cliente alto spendente propriò per l’esclusività che gli garantisce. Il resto del design dovrà fare i conti con un cliente nuovo, più attento al servizio rispetto al dettaglio della finitura, in cui il valore sarà la semplicità e capacità di garantire un percorso di acquisto del design in linea con comparti industriali vicino al nostro quotidiano (dalla ristorazione alla moda, all’automotive ai viaggi)”.


Conversazione con Rudi Manfrin
Oggi si parla sempre più spesso di Design as a Service. Qual è il vero cambiamento nel modo in cui il cliente e il progetto di casa si relazionano?
“Il Design as a Service rappresenta molto più di un’evoluzione dell’offerta progettuale: segna un vero cambio di paradigma nel rapporto tra cliente, progetto e professionista. Se nel modello tradizionale il progetto si concludeva con la consegna di un risultato definito, oggi diventa un processo continuo, capace di evolversi insieme alle esigenze di chi abita gli spazi.
Il progettista non è più soltanto un fornitore di servizi, ma un partner strategico che accompagna il cliente nelle scelte abitative. Allo stesso tempo, il cliente assume un ruolo più attivo all’interno del processo decisionale, senza essere lasciato solo. Si sviluppa così una coprogettazione strutturata, nella quale competenze professionali ed esigenze personali dialogano costantemente.
Questa capacità di adattamento sarà uno degli elementi chiave dell’abitare contemporaneo: le case del futuro saranno progettate per trasformarsi nel tempo, seguendo l’evoluzione della vita di chi le vive.”
In che modo il design e la tecnologia possono contribuire alla scelta di una casa e alla complessità legata alla sua personalizzazione?
“La scelta di una casa è un processo complesso, nel quale convivono aspetti emotivi, tecnici ed economici. Il ruolo del design è proprio quello di trasformare un’intuizione — il classico ‘mi piace’ o ‘non mi piace’ – in criteri progettuali chiari e razionali, aiutando le persone a prendere decisioni più consapevoli.
La tecnologia amplifica questa possibilità. Grazie a modelli tridimensionali, configuratori digitali e simulazioni virtuali è possibile visualizzare in anticipo gli ambienti, confrontare materiali, finiture e scenari di luce naturale, valutando l’impatto delle diverse soluzioni prima ancora che vengano realizzate.
Ma oggi la tecnologia riguarda anche la casa stessa. Un’abitazione intelligente è in grado di gestire illuminazione, climatizzazione, sicurezza e consumi, sia in presenza sia da remoto, migliorando comfort ed efficienza. La tecnologia è ormai parte integrante del nostro modo di vivere e il design non può che integrarla fin dalle prime fasi della progettazione, trasformandola in un elemento naturale dell’esperienza abitativa.”
Come sta evolvendo e integrando l’Interior Design negli showroom ed experience center del Real Estate rispetto ai modelli tradizionali?
“Negli showroom e negli experience center del Real Estate l’Interior Design sta assumendo un ruolo completamente nuovo. Non è più un semplice strumento per valorizzare esteticamente gli spazi, ma diventa un’infrastruttura strategica del processo di vendita.
L’obiettivo non è più convincere il cliente attraverso un allestimento accattivante, bensì aiutarlo a scegliere con maggiore consapevolezza. Gli ambienti vengono progettati per mostrare diverse possibilità abitative, simulando scenari concreti di vita e permettendo alle persone di comprendere realmente come vivranno quello spazio.
A supportare questo percorso ci sono strumenti digitali, configuratori di materiali e finiture, rappresentazioni virtuali e sistemi che consentono di confrontare rapidamente le diverse opzioni. Quello che un tempo era affidato a capitolati tecnici spesso difficili da interpretare diventa così un’esperienza tangibile e facilmente comprensibile.
Lo showroom contemporaneo, quindi, non è più il luogo in cui si mostra una casa, ma quello in cui si impara a scegliere la propria casa. Ridurre i dubbi e rendere più semplice una decisione tanto importante significa creare un’esperienza di acquisto più serena, efficace e consapevole.”
Quale innovazione ritiene avrà il maggiore impatto sul modo di progettare e vivere gli spazi nei prossimi anni?
“Più che una singola tecnologia, credo che la vera rivoluzione sarà la progettazione adattiva degli spazi, resa possibile anche dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale.
Passeremo da ambienti progettati una sola volta a spazi capaci di evolversi insieme alle persone, modificando configurazioni, funzioni e organizzazione in base ai cambiamenti della vita. Le esigenze di una giovane coppia, di una famiglia con figli o di persone più mature sono profondamente diverse, e anche la casa dovrà essere in grado di accompagnare queste trasformazioni.
L’abitazione del futuro sarà quindi sempre meno statica e sempre più dinamica, flessibile e modulabile. Non sarà semplicemente uno spazio progettato per essere bello, ma un ambiente capace di adattarsi nel tempo, migliorando la qualità della vita e rispondendo ai bisogni che cambiano. Questo rappresenta, a mio avviso, la nuova frontiera dell’Interior Design.”


