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I codici armaneschi della androginia, etnia e luce ci portano in un viaggio immaginario fatto di abiti che fluttuano leggeri e accarezzano il corpo.

Nella storia della moda quando si parla della figura di Giorgio Armani, la si contestualizza in tre codici: androginia, etnia e luce.

In misura maggiore o minore lo show di Emporio Armani per la collezione SS 2023 ha mostrato tutti questi elementi: la androginia fluida maschile eseguita sulle spalle morbide, su cui Re Giorgio ha costruito il suo immenso successo, e le influenze dell’etnie lontane come Africa, Cina, Giappone, Persia, Arabia, Siria e Polinesia, che si concretizzano i manufatti sartoriali, che spiccano di luce propria.

Questo approccio transculturale sembrava essere segnalato, anche, dall’arco calligrafico proiettato come landascape sul retro della pedana e dalla superficie del tremolio della marina sul pavimento.

Lungo ad esso, a volte in gruppo e a volte singolarmente, le modelle hanno sfilato una collezione composta di pezzi, che sembravano fusi con attenzione a creare un lungo viaggio, per le strade del mondo.

La precisione morbida delle giacche, si allineavano con i capispalla fatti da caban e spolverini pensati per essere portati in viaggio per poi essere mescolati con blazer e gonne a pareo, mentre le camicie si allungano come djellaba per simulare una tunica o trasformarsi in soprabiti.

Tutto fluttua, come le onde del mare, e tutto si muove leggero intorno al corpo, disegnando silhouette verticali ma soffici e impalpabili, che mettono in risalto gli accessori come nel caso delle babbucce piatte che nascondono il piede, ma lo rendono libero per l’incedere del passo.

Un movimento graduale dei colori determina la gamma cromatica dove i neutri, i bianchi e i neri metropolitani virano su toni pastosi come la malva e il verde, per poi accendersi di scintillanti luccichii notturni distribuiti su abiti lunghi e tute impalpabili, per essere indossati la sera, per ammantare il corpo.

Il colore nero ricorre spesso nella collezione per alludere a quel racconto a mano libera, segno primario della estetica di Emporio Armani.

di Alberto Corrado