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La prossima grande esposizione al Metropolitan Museum of Art di New York sarà dedicata alla figura di Karl Lagerfeld, genio intramontabile della moda

Una mostra dedicata a Karl Lagerfeld non è mai cosa banale, così come riconoscere il personaggio ambivalente, il maestro dell’autofiction, il primo narratore della propria lunga vita, trascorsa a reiventarsi continuamente per non guardarsi mai indietro, verso un passato troppo difficile da accettare.

Per questo solo il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art poteva farlo, scegliendo il lavoro del virtuoso stilista attraverso il suo processo creativo, quale oggetto della grande mostra che sarà aperta al pubblico dal 5 maggio al 16 maggio 2023, mentre l’iconico Costume Institute Benefit del Met, più conosciuto con il nome di “Met Gala”, sarà organizzato lunedì 1° Maggio 2023.

Karl amava le arti multidisciplinari ed essere celebrato in un’esposizione così monumentale al Costume Institute del Met è il massimo riconoscimento per il suo lavoro”, ha dichiarato Pier Paolo Righi, CEO di KARL LAGERFELD. “In qualità di custodi dell’eredità di Karl, il nostro intento è far vivere la sua passione, il suo intuito e la sua inesauribile creatività in tutto quello che facciamo. Non riusciamo a immaginare un modo più toccante e significativo per rendere omaggio ai suoi colossali successi, sia per l’impatto a lungo termine che ha avuto sulla moda, che per il modo in cui sta plasmando il futuro.

L’idea era già stata avanzata nel 2019, anno in cui scomparve Karl all’età di 85, ma a causa della pandemia, il progetto venne rimosso, per poi essere ripreso solo adesso.

KARL LAGERFELD _ Chanel _HC 2018 Paris

La retrospettiva si chiamerà Karl Lagerfeld: A Line of Beauty e raccoglierà quasi 150 bozzetti e disegni definitivi degli abiti che hanno cambiato il corso della cultura della moda: dalla Maison Balmain, suo primo lavoro dopo aver vinto nel 1954 il concorso del Segretariato della Lana, a Patou, Chloé, e il lungo sodalizio con Fendi e Chanel, senza trascurare il suo omonimo marchio.

Un progetto colossale che sarà curato da Andrew Bolton, capo del Costume Institute, che porterà alla luce quasi tra i 5000 ai 10000 pezzi presi dai diversi archivi delle Maison, da collezionisti privati e anche quelli già in possesso dal Met stesso. 

KARL LAGERFELD & Silvia Venturini Fendi

Ogni capo esposto, assieme allo sketch di appartenenza, sarà accompagnato da un video curato dal regista francese Loïc Prigent, giornalista di moda e documentarista francese, nonché fondatore della società di produzione Deralf, salito alla ribalta nel 2005 nell’aver realizzato un documentario in cinque episodi sulla collezione di Haute Couture Chanel, intitolato Signé Chanel.

La progettazione dell’intera mostra è stata affidata a Tadao Ando, una scelta non causale, perché ,come sottolinea Andrew Bolton, motivata dal rapporto che aveva l’architetto giapponese con Karl Lagerfeld , avendo progettato una sua possibile abitazione, che tuttavia non fu mai costruita. Così la mostra sarà motivo per riportare alcuni elementi di quel progetto, all’interno dell’allestimento.

In occasione dell’annuncio di questa mostra al Met, la Maison Karl Lagerfeld ha presentato 77 edizioni esclusive del suo capo iconico: la camicia bianca. Saranno tutti pezzi unici, ognuno con la stampa dei bozzetti originali di Karl e firmati a mano con il numero dell’edizione limitata.

Le camicie saranno accompagnate da un’esclusiva confezione da collezione, che includerà una stampa artistica ricordo dell’atelier di Karl a Parigi. Inoltre, l’intera somma derivante dalla vendita di ogni camicia sarà devoluta al Met.  I 77 pezzi in edizione limitata, sono, tuttavia, già disponibili, in via esclusiva, nei negozi KARL LAGERFELD di Parigi (Boulevard Saint-Germain) e Milano (nel pop-up store di via Manzoni), oltre che su KARL.COM.

La sponsor principale della mostra sarà Chanel, con un altro grande supporto finanziario da parte di Fendi, mentre Karl Largefeld e Condé Nast aggiungerà ulteriori finanziamenti.

Appuntamento a maggio 2023 anche con il dress code  del Met Gala, che ricorderemo con stupore, negli annali della storia del  costume e della moda.

Di Alberto Corrado