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La grande Mostra di Natale torna in Sala Alessi con quattro capolavori del trecento, quattrocento e si estende in altri otto municipi milanesi con l’esposizione di altre importanti opere.

“Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che strepita. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità. Ma di esse la più grande è la carità!”

(Prima lettera ai Corinzi, 13.1-13)

La magia delle festività del Natale, così amata da tutti, sarà resa ancora più luccicante dalle scintille accese dalla quattordicesima edizione della mostra intitolata “La Carità e la Bellezza Tino di Camaino, Beato Angelico, Filippo Lippi, Sandro Botticelli”.

Ogni turista potrà bearsi, in modo gratuito, della vista di tre quadri e una scultura che illumineranno Palazzo Marino a Milano, durante tutto il periodo natalizio, come da tradizione sempre molto apprezzata sia da milanesi che dagli stranieri in visita.

Un concentrato di emozioni, che dopo i difficili anni della pandemia, e dalle tensioni internazionali che stiamo vivendo, danno ancora più valore all’obiettivo di assicurare a tutti il diritto fondamentale, quello della cultura.

Le opere che sono state eccezionalmente offerte in maniera simultanea alla visione, grazie al prestito di quattro musei fiorentini Museo Bardini, Museo Stibbert, Museo di San Marco e Palazzo Medici Riccardi esplorano la bellezza dell’arte, che oltre ad affascinare, infonde fiducia e rafforza i sentimenti di carità e speranza che aiutano tutti noi ad affrontare questo periodo storico attuale.

Il percorso inizia con un capolavoro della scultura trecentesca “La Carità” di Tino Camaino, scolpita intorno al 1320, e in origine destinata alla porta Est del battistero di San Giovanni, a Firenze, che negli stessi anni veniva sempre rimpianto dall’esiliato Dante Alighieri, come lui stesso scrive nella Divina Commedia.

Se mai continga che ’l poema sacro
al quale ha posto mano e cielo e terra,
sì che m’ha fatto per molti anni macro,

vinca la crudeltà che fuor mi serra
del bello ovile ov’ io dormi’ agnello,
nimico ai lupi che li danno guerra;

con altra voce omai, con altro vello
ritornerò poeta, e in sul fonte
del mio battesmo prenderò ’l cappello;

 

Paradiso XXV, 1-9

“La Carità” è considerata a giusto titolo opera chiave di uno dei massimi scultori toscani del primo Trecento Tino da Camaino, già collaboratore di Giovanni Pisano.

Osservando questa scultura solida e compatta notiamo il grande pregio dei capelli raccolti in una treccia avvolta intorno alla testa e quella della veste tipicamente trecentesca, con aperture in corrispondenza dei seni, nell’atto di allattare due piccoli fanciulli.

La figura nell’odierno allestimento, poggia su un importante basamento di pietra che permette la visione dal basso in maniera ravvicinata, insistendo sulla monumentalità dell’oggetto.

La cattedrale di luce e di seta dell’allestimento disegnata da Franco Achilli in Sala Alessi, a Palazzo Marino, prosegue nella seconda campata con il prezioso tabernacolo-reliquario “Annunciazione e Adorazione dei Magi; Madonna con Bambino fra sante” del Beato Angelico, che faceva parte di un gruppo di quattro, tutti con soggetti mariani, realizzata per la Sacrestia di Santa Maria Novella, chiesa madre dell’ordine dominicano a Firenze, nel 1434.

I piccoli tabernacoli furono commissionati all’Angelico dal sacrestano fra Giovanni di Zanobi Masi per destinarli a costudire, all’interno delle cornici, diverse reliquie dei santi, appartenenti alla chiesa.

Carità _di Tino di Camaino

La ricchezza ornamentale, con profusione d’oro unita ai colori smaglianti, denota la familiarità dell’Angelico con l’arte miniatoria e la ricerca spaziale e monumentale, pur nelle piccole dimensioni, che segna il passo dall’esperienza tardo-gotica al Rinascimento.

La tavola è inserita entro una ricca carpenteria dorata, costituita da cimasa ad ogiva con motivi fitomorfi e colonnine tortili, su base sagomata. Nel piccolo spazio della tavola sono raffiguranti due momenti biblici sovrapposti: l’Annunciazione e l’Adorazione dei Magi.

Nella predella, su fondo oro punzonato, è dipinta al centro la Madonna con il Bambino, fra le Sante Caterina da Siena, Apollonia, Margherita, Lucia, Maddalena, Caterina d’Alessandria, Agnese, Cecilia, Dorotea e Orsola.

L’itinerario museale prosegue in un rapimento visivo di un altro capolavoro degli anni sessanta del Quattrocento: La Madonna con Bambino di Filippo Lippi, databile intorno al 1466.

L’opera echeggia una composizione del rinascimento fiorentino, confermando l’apprezzamento per la grazia e la naturalezza proprie dell’artista, ma anche una delle ultime opere dove si fa sfoggio di quell’equilibrato bilanciamento, tra il raffinato disegno e lo splendore dei colori.

MADONNA CON BAMBINO_Filippo Lippi _Palazzo Medici Riccardi
MADDONA CON IL BAMBINO _ Sandro Boticelli, Firenze_Museo Stibbert

Dentro un’edicola marmorea con nicchia a conchiglia, ha luogo l’abbraccio tenero e complice fra Maria e Gesù, sorretto dalla madre e in piedi su una balaustra, guancia a guancia. Una lezione di finezza, che viene pienamente assimilata da Sandro Botticelli, allievo del Lippi, che procede verso una pittura di grandioso effetto decorativo, e di stile impeccabile, grazie al simposio letterario e artistico creato da Lorenzo Magnifico, che ritroviamo nella prossima pittura che conclude la mostra.

Facendo un accenno alla morte di Lorenzo Magnifico avvenuta l’8 aprile del 1492 possiamo capire con più certezza come Botticelli assorbe quel cambiamento sociale del suo tempo, dove molte certezze si ribaltano, facendo ultimare l’Umanesimo e aprendo un nuovo capitolo di storia, pervaso dal sentimento di penitenza e di meditazione.

Subito vengono in mente le prediche tonanti di frà Girolamo Savonarola, priore di San Marco, che bolla libri licenziosi e dipinti sconvenienti, portando un vero scossone ad ogni forma di arte sia in campo letterario sia in quello pittorico.

Lo stesso Botticelli entra in una crisi personale, che si riflette dolorosamente sulle ultime, intense e bellissime opere, ne è un esempio, in mostra “La Madonna con il Bambino”,proveniente dal Museo Stibbert.

Il dipinto è pervaso da una certa rigidità dei panneggi e della postura della Vergine con il Bambino: la testa della Madonna è volta verso sinistra e gli occhi semichiusi, mentre Gesù infante ha lo sguardo distratto all’esterno del dipinto, mentre si aggrappa al seno materno.

L’espressione fervente, ma nello stesso struggente, del volto della Madonna, ricorda la Madonna con il Bambino con il giovane San Giovanni Battista della Galleria Palatina di Firenze che permette di circoscrivere anche temporalmente l’opera al periodo della conversione di Botticelli alla dottrina di Girolamo Savonarola, giustiziato nel 1498. Gli stessi sentimenti che ci hanno portato ad emozionarci in questi capolavori a Palazzo Marino vengono traslati in altre esibizioni diffuse nelle biblioteche comunali di ogni Municipio di Milano.

RELIQUIARIO CON ANNUNCIAZIONE E ADORAZIONE DEI MAGI _ Beato Angelico
TOMMASO SACCHI

Otto dipinti, provenienti dagli Istituti di Assistenza ASP Golgi Redaelli, ASP Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Alberto Trivulzio, Fondazione Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Istituto dei Ciechi, Castello Sforzesco e Galleria d’arte Moderna, che saranno gioia per gli occhi e completano l’importanza di portare non solo ai cittadini all’arte ma l’arte ai cittadini.

La mostra promossa dal Comune di Milano-Cultura, Comune di Firenze Città Metropolitana di Firenze, su progetto di Palazzo Reale assieme all’Organizzazione Civita- Mostre e Musei, in partnership con Intesa San Paolo e il sostegno di Rinascente sarà aperta fino al 15 gennaio 2023. 

Per l’occasione Skira ha editato, per la prima volta, il catalogo della mostra che include anche le schede storico-artistiche di tutte le opere esposte nei municipi. Una gioia per gli occhi ma anche per il cuore.

Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.”

Amadeo Modigliani

di Alberto Corrado


 

INFO 

www.comune.milano.it 
serviziculturali@civita.art https://flic.kr/s/aHBqjAhuXD
Tel. 800167619 

 Le mostre negli otto Municipi  (ingresso libero, chiuse domenica e festivi) 

Municipio 2 – Biblioteca Crescenzago 
Arturo Albertazzi, Allegoria in memoria di Francesca De Maestri vedova Contessa Colleoni, 1909 
Viale Don Luigi Orione, 19 
13 dicembre 2022 – 13 gennaio 2023 
Lunedì 14.30 – 19.00  
Da martedì a venerdì 9.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 18.00 


Municipio 4 – Biblioteca Oglio 
Cerchia di Orazio Gentileschi, Madonna che allatta il Bambino, primo quarto del XVII secolo 
Via Oglio, 18  
13 dicembre 2022 – 13 gennaio 2023 
Lunedì chiuso  
Da martedì a venerdì 9.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 18.00


Municipio 6 – Biblioteca Sant’Ambrogio 
Angelo Morbelli, Inverno nel Pio Albergo Trivulzio, 1911 
Via San Paolino, 18 
13 dicembre 2022 – 13 gennaio 2023 
Lunedì 14.30 – 19.00  
Martedì e giovedì 9.00 – 14.00 
Mercoledì e venerdì 14.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 14.00 


Municipio 8 – Biblioteca Gallaratese 
Pietro Chiesa, L’Angelo del Soccorso (Allegoria in memoria di Clara Gola Dugnani Rogeri di Villanova), post 1905 
Via Quarenghi, 21 
13 dicembre 2022 – 5 gennaio 2023 
Lunedì 14.30 – 19.00  
Da martedì a venerdì 9.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 18.00 

Municipio 3 – Biblioteca Valvassori Peroni 
Luigi Scaramuccia, San carlo presenta alla Madonna e a San Giuseppe le orfanelle, post 1669 – ca. 1680 
Via Valvassori Peroni, 56 
13 dicembre 2022 – 13 gennaio 2023 
Lunedì 14.30 – 19.00  
Da martedì a venerdì 9.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 18.00 


Municipio 5 – Biblioteca Tibaldi 
Anonimo pittore emiliano, Allegoria della Carità (copia da un originale di Bartolomeo Schedoni), seconda metà del XVII secolo 
Via Tibaldi, 41  
13 dicembre 2022 – 13 gennaio 2023 
Lunedì chiuso  
Da martedì a venerdì 9.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 14.00 


Municipio 7 – Biblioteca Sicilia 
Attilio Pusterla, Alle cucine economiche di Porta Nuova, 1887 
Via Luigi Sacco, 14 
13 dicembre 2022 – 5 gennaio 2023 
Lunedì 14.30 – 19.00  
Martedì e giovedì 9.00 – 14.00 
Mercoledì e venerdì 14.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 14.00 


Municipio 9 – Biblioteca Niguarda 
Giuseppe Vermiglio, San Giovanni Battista, 1624 ca. 
Via Passerini, 5 
13 dicembre 2022 – 5 gennaio 2023 
Lunedì 14.30 – 19.00  
Da martedì a venerdì 9.00 – 19.00 
Sabato 10.00 – 18.00