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Moncler in mostra nella Grande Mela

Ci sono luoghi che smettono di essere semplici coordinate geografiche e diventano parte dell’identità di un marchio. Per Moncler New York è uno di questi. La relazione con la Grande Mela attraversa più di vent’anni di moda, immagini, cultura e collaborazioni, costruendo un dialogo in cui l’universo della montagna incontra l’energia metropolitana. È proprio questa storia condivisa il centro di “New York in Moncler”, la retrospettiva che la maison porta in città dal 9 al 13 settembre 2026. L’idea non è quella di raccontare semplicemente un archivio di campagne o di eventi, ma di restituire, attraverso la fotografia, una sequenza di momenti che hanno contribuito a definire il linguaggio contemporaneo di Moncler. Nato nel 1952 come marchio legato all’abbigliamento tecnico per la montagna, il brand ha progressivamente ampliato il proprio vocabolario fino a diventare una realtà globale capace di muoversi tra performance, lusso, moda e cultura. New York, con il suo carattere cosmopolita e la sua naturale vocazione alla sperimentazione, è stata uno dei luoghi privilegiati di questa trasformazione. La mostra sceglie quindi una dimensione urbana.Il cuore del progetto è la Vanderbilt Hall del Grand Central Terminal, uno degli spazi più riconoscibili della città, mentre altre immagini saranno disseminate in diversi punti di New York, trasformando la metropoli stessa in parte integrante dell’esposizione. È una scelta coerente con il modo in cui Moncler ha costruito negli anni la propria presenza americana: non soltanto attraverso i prodotti, ma attraverso eventi, immagini e contaminazioni con personalità provenienti dal mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura.

Tra le fotografie emergono alcuni degli episodi più significativi di questo percorso. Ci sono le performance sul ghiaccio di Central Park dedicate a Moncler Grenoble, il progetto Art For Love del 2015, che coinvolse 32 fotografi nella reinterpretazione del celebre piumino Maya a sostegno di amfAR, e le campagne più recenti ambientate tra le strade e i tetti della città. Accanto ai luoghi simbolo compaiono così volti come Spike Lee, Sarah Jessica Parker, Tobe Nwigwe e Vittoria Ceretti, in un racconto che mette insieme moda, celebrity culture e immaginario newyorkese.A completare la retrospettiva è un corto dedicato al rapporto tra il brand e la città, con la voce di Alicia Keys, artista profondamente legata a New York e friend of the house. La sua presenza aggiunge una dimensione sonora e personale a un progetto costruito sulla memoria, ma orientato verso il presente. La celebrazione però guarda anche al futuro. Nello stesso periodo, a pochi passi da Grand Central, Moncler apre sulla Fifth Avenue il suo più grande flagship store. La mostra e il nuovo spazio commerciale diventano così due facce dello stesso progetto: da una parte la storia di una relazione consolidata, dall’altra la volontà di continuare a investire in una città che per Moncler rappresenta un punto d’incontro privilegiato tra moda, arte e cultura contemporanea.