photo _Oliviero Toscani

Piccolo Principe Onlus è la società cooperativa sociale nata nel 2002 che promuove l‘accoglienza, la cura e il reinserimento sociale di minori vittime di violenza, maltrattamenti e abusi familiari. Proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica, è nata la mostra “GRANDI FOTOGRAFI PER IL PICCOLO PRINCIPE“ un progetto reso possibile grazie all’impegno e alla collaborazione di Giovani Gastel, Presidente AFIP International Associazioni Fotografi Italiani. Il Maestro ha curato in prima persona la selezione delle fotografie di bambini ritratti dai colleghi Oliviero Toscani, Francesco Cito, Ferdinando Scianna, Efrem Raimondi, Marina Alessi, Maria Vittoria Backhaus, Andrea Nannini, Silvia Amodio, Angelo Ferrillo, Fabio Bona, Francesco Faraci, Settimio Benedusi, Toni Thorimbert, soci di AFIP International.

photo_ FRANCESCO CITO - Hebron Bet Hadassa, 2013
photo_SETTIMIO BENEDUSI - Uganda, 2013 (per Onlus CBM)

La mostra fotografica sarà presente presso lo spazio EDIT, in via Maroncelli 14 a Milano dal 23 al 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti, una ricorrenza celebrata in tutto il mondo il 20 novembre a ricordare il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sottoscritta ad oggi da 190 paesi.

photo_GIOVANNI GASTEL - Madagascar 2014

“Ogni anno – dichiara Patrizia Corbo, Presidente di Piccolo Principe Onlus– come Piccolo Principe scegliamo e realizziamo un evento culturale importante, per avvicinare le persone al tema del disagio minorile, senza retorica, senza troppo pathos, senza troppe risposte ma ponendo una serie di importanti interrogativi alla nostra coscienza, al nostro modo di essere al mondo.”

“Mi sono sentito fortemente coinvolto in questo progetto: – afferma Giovanni Gastelil diritto di ogni minore a vivere un’infanzia serena è imprescindibile e troppo spesso superficialità e indifferenza non permettono di percepire la gravità di comportamenti e atteggiamenti che vanno a ledere i più deboli, che più di tutti necessitano della nostra tutela e considerazione. Ecco quindi che il mio contributo e quello dei miei colleghi va nella direzione di smuovere le coscienze, attraverso le immagini, spesso più incisive e potenti del linguaggio verbale, per richiamare l’attenzione e anche l’impegno di ciascuno di noi verso tematiche così importanti”.

“L’idea – spiegano i volontari del Piccolo Principe– è di mostrare i volti e la fatica di una gran fetta di popolazione che ancora non si permette di sognare o i cui sogni sono stati spazzati via dalla violenza e dall’incuria. Ma è anche quella di mostrare la bellezza che l’inferno non è riuscito a offuscare ma solo ad esaltare. Un bambino che gioca nelle strade di un quartiere abitato dalla criminalità organizzata, un minore che approda sulle coste italiane dopo aver attraversato il deserto ed il mare per sfuggire alla fame e alla guerra, un bimbo  dimenticato e maltrattato dalla sua famiglia, riescono sempre come stelle ad illuminare il buio con un sorriso o  uno sguardo. Questa è la bellezza e l’inferno.”