fbpx

10   +   8   =  

Un manifesto futurista che interpreta la dinamica del movimento moda in chiave introspettiva e visionaria

Ho sempre coltivato una particolarissima predilezione per i nuovi designer che firmano con il proprio sudore e paure il manifesto creativo delle loro prime collezioni, per poi intraprendere ognuno di loro la propria strada. Si tratta di spiriti originali dove la sperimentazione diventa una critica sociale che non si può risolvere in risposte di collezioni classiche e formali, soprattutto dopo questo periodo di emergenza sanitaria dove l’accesa libertà di vivere, rivela un’autentica visione futurista, come un manifesto.

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Incastro” di Annalisa Palmisano
_ Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Yowai” di Michelle Giambi_
Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Ala ala” di Johanna Mae Gardose_
Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Contesto” di Elena Sofia Casolaro
_Photo by Daniele Venturelli

L’identità è il filo conduttore delle dieci collezioni degli alunni di Accademia della Moda IUAD, dove i disegni trasformati in outfit raffigurano una tela grezza in cui i contrasti convivono, ponendosi al di là del sensibile per riecheggiare movimenti e suoni interiori, arrivando ad esplorare una realtà altra e introspettiva.

Unico comune denominatore la sartorialità e artigianalità che si compone e scompone come il cubo di Rubik come la collezione “Incastro” di Annalisa Palmisano o con la tecnica del kintsugi giapponese con il progetto “Yowai” di Michelle Giambi, ma anche uno sguardo a tecniche diverse di lavorazione come la tessitura a telaio della collezione “Ala ala” di Johanna Mae Gardose, o come il macramè che da vita ad un metissage tra Oriente ed Occidente nella collezione “Contesto” di Elena Sofia Casolaro.

FASHION GRADUATE ITALIA 2021
_“Episodio 22” di Michele Ricci_Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Homo Homini Lupus” di Raffaella Petraccaro _Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _I Don’t Wanna Be Persona” di Remo Vanacore_Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Incapace” di Gaia Iovinella_ Photo by Daniele Venturelli

Tutto questo senza dimenticare la trascrizione delle visioni interiori, dove si registrano nei segni di costruzione degli outifit perché noi possiamo conservare come memoria: dalla collezione “Homo Homini Lupus” di Raffaella Petraccaro con l’egoismo individuale della nostra società, al progetto “Episodio 22” di Michele Ricci, flash della riscoperta di una indentità in cui vivono tutti i contrasti del mondo contemporaneo, dalla collezione queer “ I Don’t Wanna Be Persona” di Remo Vanacore che rappresenta ansia, depressione e bipolarismo alla soluzione di una via di uscita proposta nella collezione “Incapace” di Gaia Iovinella che rappresenta l’urlo e la libidine di una donna dominata dalle sue sensazioni.

FASHION GRADUATE ITALIA 2021_“Remember” di Raffaella Cinquegrana_Photo by Daniele Venturelli

FASHION GRADUATE ITALIA 2021 _“Waste” di Jasmine Govetosa_ Photo by Daniele Venturelli

da sinistra a destra: 1.Michele Ricci, 2.Michelle Gambi, 3.Annalisa Palmisano, 4.Jasmine Gavetosa, 5.Raffaella Cinquegrana, 6.Remo Vanacore, 7.Gaia Iovinella, 8.Johanna Mae Gardose, 9.Elena Sofia Casolaro, 10.Raffaella Petraccaro

 

Poi c’è il ricordo e le tracce delle origini, come un racconto che trasmette un’emozione senza tempo che ritroviamo nella collezione “Remember” di Raffaella Cinquegrana che ha recuperato tessuti dei corredi di famiglia e lavorazioni fatte a mano delle donne di una volta, ma anche la trasformazione degli scarti che diventano un viaggio nell’upcycling del progetto “Waste” di Jasmine Govetosa.

I dieci finalisti non descrivono la moda, la colgono nella loro essenza, non gli interessa mostrare al mondo cosa possono creare, ma portano in passarella i loro confini interiori, creativi e geografici capace di emozionare e riportarci ai bagliori della nostra anima, talvolta calpestata dal qualunquismo, ma che ritorna preponderante nella sperimentazione di forme e tessuti.   

Di Alberto Corrado